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Maisons
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23 marzo 2026
Nel marzo 2026, nello storico quartiere Xintiandi di Shanghai, Boucheron ha inaugurato ufficialmente il suo primo flagship in Cina, il terzo al mondo dopo il 26 Place Vendôme a Parigi e Ginza a Tokyo. Lo spazio di 278 m² non è soltanto una nuova boutique: rappresenta un ponte tra culture, tra le radici parigine della Maison e l’identità stratificata della città. L’apertura è stata celebrata nello stesso spirito: un viaggio da Place Vendôme a Shanghai.
Il flagship occupa una casa shikumen restaurata del XIX secolo, una forma architettonica ibrida nata dall’incontro tra tradizione cinese e influenze occidentali. Qui facciate in mattoni, archi e dettagli neoclassici convivono con ritmi spaziali tipicamente cinesi. Una dualità che rispecchia quella di Boucheron, una Maison a proprio agio nello spazio tra patrimonio e reinvenzione.
Il marchio ha preservato il carattere del luogo intrecciando al contempo i propri codici Art Déco: simmetrie, dettagli metallici e la geometria del taglio smeraldo emergono nelle facciate e negli interni. All’interno, prismi metallici sfaccettati rivestono le pareti della scala: il verde smeraldo, firma di Boucheron, su un lato, e il rosso emblematico della Cina sull’altro. Man mano che i visitatori salgono, le palette cromatiche si trasformano e si fondono, convergendo in uno spazio in cui entrambe trovano posto: un dialogo tra due mondi.
Se l’architettura dà struttura a questo dialogo, è la natura a fornirne il vocabolario. L’ingresso principale è affiancato da una reinterpretazione dell’iconico Jardin d’hiver, un gazebo ispirato alle serre in vetro e ferro dell’Europa del XIX secolo, immerso in una vegetazione rigogliosa e spontanea che restituisce la visione di Frédéric Boucheron di una natura nel suo stato più vivido e indomito. L’ingresso secondario rende invece omaggio ai giardini classici cinesi. Qui una Moon Gate simboleggia il passaggio verso un altro mondo, incorniciata da rocce scolpite, elementi d’acqua, un mosaico in pietra che richiama pavimentazioni storiche e una vegetazione composta con grande cura.
All’interno, lo spazio è organizzato secondo i principi del Feng Shui, che orchestrano un flusso armonioso di luce, movimento ed energia. La prima sala stabilisce il tono: boiserie, marmo, tavoli ovali e vetrine ispirate alle librerie accolgono i visitatori in un ambiente caldo e accompagnano con naturalezza il passaggio tra gli spazi.
La natura riappare anche nei materiali, nei motivi e nelle opere d’arte che animano la boutique. Nelle vetrine centrali, la foresta cinese dell’artista Xiaojing Yan è popolata da funghi lingzhi, simboli di immortalità e vitalità, che custodiscono al loro interno le linee iconiche della Maison, Serpent Bohème e Quatre. Nella stessa sala, due opere tessili di Huihui esplorano, attraverso la fibra, i temi dell’ecologia, della sostenibilità e del mondo naturale; sollevando lo sguardo, si scopre che la pittrice Claire Nicolet ha trasformato la cupola del soffitto in un universo libero di flora e fauna. Proseguendo, una vetrina in marqueterie di paglia firmata da Olga Thune-Larsen, punteggiata da inserti di vetro rosso, dialoga con la vetrina scultorea in bambù di Inkgo Lam Ka Yu, animata da vivaci gradazioni di verde.
Nel salone dedicato ai gioielli nuziali, ispirato al Giardino Yu di Shanghai, che ha oltre 450 anni, il mosaico pavimentale di Pierre Mesguich evoca i suoi numerosi stagni, mentre un tappeto Tai Ping richiama i riflessi scintillanti della luce sull’acqua increspata. Salendo al piano superiore, i visitatori sono accolti dall’opera Alien Rocks di Jonathan Bréchignac, pietre naturali provenienti dalla Provenza fuse con materiali sintetici, tra cui resina epossidica e cemento.
Al piano superiore, i saloni VIP richiamano lo spirito dell’edificio, mettendo in armonia passato e presente. Le pareti sono rivestite con carte da parati De Gournay ispirate al capolavoro del XII secolo di Wang Ximeng One Thousand Li of Rivers and Mountains, i cui paesaggi onirici si stagliano su uno sfondo in foglia d’oro, accanto alle opere del pittore contemporaneo cinese Peng Yong. Le sue vedute urbane, parte della serie 3000 Realms in a Single Moment of Life, prendono forma attraverso strati di pennellate ripetute che si trasformano in ampie e ipnotiche vedute aeree.
Il flagship ospita anche una sala archivio dedicata, uno spazio in cui la galleria vivente si trasforma in qualcosa di più simile a un museo. Qui, nelle teche espositive, sono conservati pezzi d’archivio provenienti dalle collezioni della Maison. Tra questi, un cofanetto da toeletta del 1923 decorato con paesaggi cinesi e con il carattere Shou, simbolo di longevità, e una cipria compatta del 1925 ornata da una peonia, i cui petali rappresentano nella cultura cinese ricchezza e onore.
Esposti come sospesi nello spazio, questi oggetti storici sembrano fluttuare tra epoche diverse e ricordano quanto il legame tra Boucheron e la Cina affondi le sue radici nel tempo, con molte nuove pagine ancora da scrivere.
Da quando Hélène Poulit-Duquesne è diventata Amministratrice Delegata nel 2015, Boucheron ha sviluppato la propria presenza in Cina con costanza e oggi conta 17 boutique nel Paese. Ogni nuova apertura è un’occasione, nelle parole di Poulit-Duquesne, per intrecciare il patrimonio della Maison con elementi della cultura locale e costruire un legame più profondo con la clientela cinese. Il flagship di Xintiandi rappresenta finora l’espressione più compiuta di questa ambizione: uno spazio concepito per avvicinare le esperienze più esclusive dell’Alta Gioielleria della Maison ai clienti di tutta la regione.
Per celebrare l’apertura, Boucheron ha presentato un film in due episodi con i Global Brand Ambassador Xiao Zhan e Zhou Dongyu, un dittico cinematografico che ripercorre il viaggio dalle origini parigine della Maison al nuovo capitolo di Shanghai. Durante l’inaugurazione, questo percorso ha preso forma sulla facciata stessa dell’edificio: fasci di luce al neon e proiezioni architettoniche hanno animato il fronte shikumen, evocando Place Vendôme prima di lasciare spazio, gradualmente, al flagship di Xintiandi completamente illuminato.
È seguita una cena di gala per clienti e giornalisti, una serata immersiva tra performance e una sfilata che ha presentato per la prima volta in Cina Nom : Boucheron, Prénom : Frédéric, la nuova collezione di Alta Gioielleria Histoire de Style.
Contemporaneamente spazio retail, luogo d’incontro tra artisti e artigiani e dialogo tra due culture, il flagship rappresenta oggi la dichiarazione d’intenti più significativa di Boucheron nella regione. È il segno di quanta strada la Maison abbia già percorso in Cina e di quanta ne intenda ancora fare.
Come spiega l'Amministratrice Delegata del marchio Hélène Poulit-Duquesne: “Questa apertura non è un punto di arrivo, ma una tappa. Continueremo a investire, a costruire ponti culturali e a offrire esperienze memorabili, con l’obiettivo costante di essere all’altezza dello spirito visionario di Frédéric Boucheron e di proseguire il nostro sviluppo a lungo termine in Cina.”