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Maisons
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24 aprile 2026
Creato nel 1966, Gucci Flora è una delle firme visive più durature della Maison fiorentina. Straordinaria espressione di savoir-faire, il disegno, che raffigura circa 27 fiori declinati in 34 colori distinti, fu inizialmente concepito come un foulard in seta per la Principessa Grace di Monaco. A distanza di 60 anni, Gucci Flora continua a ispirare i direttori creativi della Maison, riapparendo di recente in passerella nella collezione Inverno 2026 firmata da Demna. Ripercorriamone la sua straordinaria storia.
Nel 1966, Grace Kelly, allora Principessa di Monaco, visitò la boutique Gucci di Milano. Fu accolta da Rodolfo Gucci, figlio di Guccio Gucci, che le propose di scegliere un dono per darle il benvenuto nella famiglia Gucci. Si racconta che la principessa inizialmente declinò, ma, di fronte all’insistenza di Rodolfo, espresse il desiderio di ricevere un foulard in seta decorato con fiori, qualcosa che Gucci non aveva mai realizzato prima.
Rodolfo si rivolse all’illustratore Vittorio Accornero de Testa, già collaboratore della Maison. Si racconta che gli chiese “un’esplosione di fiori”, una visione audace in un’epoca in cui i motivi tendevano a un realismo rigoroso. Il primo disegno fu completato nel marzo 1966 in una sola settimana e realizzato da stampatori specializzati a Milano, che avevano perfezionato una tecnica in grado di evitare la sovrapposizione dei colori. Il risultato fu un vero capolavoro artigianale: ogni foulard in twill di seta presentava oltre 30 colori distinti, ciascuno applicato separatamente attraverso strati di carta da buratto.
Non sorprende che Vittorio Accornero de Testa abbia scelto un’ispirazione fiorentina per disegnare il foulard Flora: la Primavera di Botticelli, conservata alla Galleria degli Uffizi. Fu affascinato dai motivi naturali e dai fiori che ornano l’abito di Flora, dea della Primavera, nonché dal fatto che il dipinto rappresenti esclusivamente specie autoctone della Toscana, quasi come un catalogo botanico dell’epoca.
I 27 fiori del foulard Flora appartengono infatti a specie presenti nel territorio, radicando il motivo nel legame con Firenze: rose, peonie, papaveri, iris, tulipani e anemoni sono disposti in una composizione libera, non ripetitiva, che conferisce al disegno una ricchezza pittorica di gusto quasi rinascimentale. Nel tempo il motivo è rimasto pressoché invariato, fatta eccezione per il colore di fondo. Oggi l’Archivio Gucci di Firenze conserva oltre 300 foulard Flora, testimonianza delle numerose reinterpretazioni del motivo.
“Il foulard Flora racchiude perfettamente il DNA di Gucci: un equilibrio tra savoir-faire eccezionale e creatività senza limiti. L’approccio all-over era rivoluzionario per l’epoca, espressione di una modernità assoluta, mentre il disegno richiama con discrezione il patrimonio della Maison e la città di Firenze, dove il marchio è nato. L’omaggio al capolavoro di Sandro Botticelli, insieme alla rappresentazione di fiori tipici della Toscana, esprime una profonda identità fiorentina: cultura, bellezza e armonia, perfettamente bilanciate da un savoir-faire unico.”
Tre anni dopo la sua creazione, il motivo Flora apparve per la prima volta su un capo prêt-à-porter: un miniabito in seta Flora. Grazie alla sua straordinaria versatilità, il disegno si diffuse rapidamente su un’ampia gamma di prodotti, inizialmente cravatte e borse, poi camicie negli anni ’70, e successivamente scarpe, costumi da bagno, bluse e profumi, diventando parte integrante del linguaggio Gucci. Nel 1981, Gucci organizzò una sfilata alla Sala Bianca di Palazzo Pitti, presentando una collezione dedicata in gran parte al motivo Flora.
Dopo una fase più discreta negli anni ’80 e ’90, segnata da un’estetica più minimalista, Flora è stato rilanciato nel 2005 sotto la direzione di Frida Giannini, allora Direttrice creativa degli accessori. Ispirandosi ai ricordi d’infanzia legati ai foulard Flora indossati da madre e nonna, Giannini ne ha segnato il ritorno con una collezione di grande successo, riportandolo al centro della scena nel XXI secolo.
Dopo Frida Giannini, altri direttori creativi hanno reinterpretato il motivo iconico, alimentandone l’evoluzione. Con Alessandro Michele, Flora si trasforma da semplice motivo a universo simbolico e romantico. Questa visione prende forma nel 2016 con Gucci Garden, esperienza immersiva che fonde moda, arte e storia in un paesaggio botanico onirico. Nel 2019, Michele introduce nuove tonalità, tra cui fucsia neon, giallo e blu, applicandole a borse, foulard e prêt-à-porter e infondendo nuova energia al motivo storico. Alessandro Michele è anche l’unico designer Gucci ad averne modificato la composizione, integrando il serpente come elemento simbolico e dando vita a una nuova versione, Flora Snake.
Foulard in seta Flora Snake, Autunno‑Inverno 2017
Oggi, sotto la direzione creativa di Demna, il motivo continua a evolversi. In La Famiglia, la famiglia immaginaria di personaggi archetipici creata nel 2025, Flora compare su silhouette di forte impatto: il personaggio Flora indossa un abito lungo trapuntato in twill stampato, La Contessa un raffinato abito in organza ricamato con paillette, mentre Incazzata sfoggia una fascia in seta stampata, a conferma della straordinaria versatilità del motivo.
Nel 2026, il dialogo tra heritage e reinvenzione prosegue con The Art of Silk, Part 2: dieci foulard d’archivio selezionati da Demna e reinterpretati in chiave contemporanea, insieme a due creazioni in edizione limitata realizzate per l’apertura delle David Geffen Galleries al LACMA. Il rispetto di Demna per questo motivo iconico si riflette anche nella collezione Inverno 2026, dove presenta un unico, straordinario miniabito in seta Flora, rifinito da un discreto profilo nero.
Look 64, Gucci Primavera‑Estate 2026
Per approfondire, nel 2025 il primo capitolo della campagna omonima, con Julia Garner e fotografata da Steven Meisel, ha reso omaggio alla tradizione serica della Maison, culminando nella pubblicazione di The Art of Silk. Pubblicato da Assouline nell’aprile 2025, è il primo volume ufficiale interamente dedicato all’archivio dei 100.000 foulard in seta Gucci, tra cui gli iconici Flora, e celebra oltre 60 anni di savoir-faire. Il libro include anche alcuni disegni originali di Vittorio Accornero de Testa, ma non quelli del motivo Flora del 1966, tuttora dispersi e ancora ricercati dall’Archivio Gucci.