Kering ha pubblicato il suo Report d’Impatto 2016–2025: dieci anni di sostenibilità

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    04 giugno 2026

    Kering ha pubblicato il suo Report d’Impatto 2016–2025: dieci anni di sostenibilità

    Il 4 giugno, a dieci anni dall’annuncio della strategia del Gruppo Crafting Tomorrow’s Luxury, Kering ha pubblicato il proprio Report d’Impatto, ripercorrendo le iniziative di sostenibilità sviluppate tra il 2016 e il 2025. Per celebrare questo traguardo, Marie-Claire Daveu, Chief Sustainability e Institutional Affairs Officer, riflette sulle azioni intraprese dal Gruppo nell’ultimo decennio, mentre cinque esperti presentano alcuni dei progetti più emblematici realizzati all’interno delle rispettive Maison. Dal packaging riciclabile al miglioramento degli standard dei punti vendita, scopri una selezione delle principali innovazioni in materia di sostenibilità. 

    Marie-Claire Daveu, Chief Sustainability e Institutional Affairs Officer

    Guardando al decennio appena trascorso, qual è il suo sentimento prevalente? 

    Senza dubbio, grande orgoglio e determinazione a proseguire. Negli ultimi dieci anni sono stati compiuti progressi significativi nella strutturazione della sostenibilità, sia dal punto di vista normativo sia organizzativo. Fin dall’inizio, la sostenibilità è stata al centro del nostro modo di pensare, operare e creare valore. Può rappresentare una leva importante di efficienza operativa: ridurre gli sprechi e il consumo di risorse consente di abbattere i costi energetici, mentre limitare le perdite di materiali e ottimizzare logistica e catene di approvvigionamento aiuta a prevenire criticità future. È inoltre uno strumento essenziale di gestione del rischio e di rafforzamento della resilienza, utile per affrontare molteplici sfide, tra cui il cambiamento climatico, anticipando al contempo l’evoluzione normativa e l’inasprimento degli standard ambientali e sociali. Il panorama della sostenibilità è profondamente cambiato nell’ultimo decennio, sia internamente sia esternamente: oggi è molto più visibile e integrato nelle strategie aziendali, ma riteniamo che ci sia ancora strada da fare.  

    Quali sono stati i temi principali su cui il Gruppo ha scelto di concentrarsi in via prioritaria? 

    Il nostro obiettivo è sempre stato non solo trasformare il nostro modello di business, ma anche contribuire a orientare l’intero settore del lusso e della moda verso pratiche più sostenibili. Abbiamo sviluppato uno strumento pionieristico, l’Environmental Profit & Loss (EP&L), per misurare gli impatti ambientali lungo tutta la catena del valore, dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, fino all’uso da parte del cliente e al fine vita dei prodotti. Queste analisi ci hanno permesso di ripensare in profondità l’approvvigionamento delle materie prime e i processi produttivi, integrando pratiche più sostenibili lungo tutta la supply chain. Un altro tema centrale è l’innovazione: nell’ultimo decennio abbiamo investito in startup, materiali di nuova generazione e processi produttivi più sostenibili. Parallelamente, abbiamo sviluppato numerose iniziative concrete sul campo, in collaborazione con ONG specializzate e partner internazionali, con l’obiettivo di proteggere la biodiversità, sostenere pratiche rigenerative e rafforzare un approvvigionamento responsabile, creando al contempo valore per le comunità locali. 

    C’è un traguardo in particolare di cui è particolarmente orgogliosa?  

    Ce ne sono molti, ma quello che per me spicca davvero è il divieto dell’uso di pellicce animali a livello di Gruppo nel 2022. Sono anche orgogliosa dei progressi compiuti in materia di approvvigionamento responsabile. Nel tempo abbiamo lavorato per rafforzare la tracciabilità e gli standard ambientali e sociali delle principali materie prime che utilizziamo, supportando al contempo pratiche più sostenibili e rigenerative lungo le nostre filiere. Anche il passaggio da obiettivi basati sull’intensità a impegni di riduzione assoluta è stata una scelta importante, in linea con gli approcci scientifici più recenti alla decarbonizzazione. In questi anni abbiamo inoltre introdotto obiettivi sempre più ambiziosi per restare all’avanguardia nella leadership responsabile, come il sostegno alla transizione di 1 milione di ettari verso pratiche rigenerative, traguardo raggiunto nel 2025, oltre all’impegno verso la neutralità climatica e un impatto idrico positivo lungo tutta la catena del valore, entrambi previsti entro il 2050. 

    Ci sono state difficoltà nell’attuazione della strategia definita? 

    Molte delle sfide affrontate richiedono un cambiamento sistemico delle pratiche tradizionali, e trasformare il modo in cui opera un intero settore comporta inevitabilmente complessità. Un aspetto chiave è stato la gestione del cambiamento: riuscire a evolvere le mentalità coinvolgendo attori diversi lungo filiere globali complesse, oltre a creare coalizioni capaci di promuovere un’azione collettiva. Va inoltre ricordato che la sostenibilità non è un punto di arrivo, ma un percorso continuo fatto di apprendimento e miglioramento costante: il ritorno sugli investimenti si manifesta spesso nel lungo periodo e i progressi richiedono impegno e collaborazione su scala settoriale.  

    Guardando al futuro, quali sono le prossime priorità di Kering?  

    La nostra prossima fase si basa su tre priorità: una produzione equa e la massimizzazione dell’efficienza delle risorse; l’investimento nei talenti e nel know-how lungo tutta la nostra catena del valore; e la diversificazione del nostro portafoglio di materiali grazie all’innovazione, sviluppando al contempo servizi circolari che vanno dalla riparazione alla rivendita. I progressi saranno misurati sulla base di obiettivi concreti, tra cui il 40% di materiali alternativi e il 20% di materiali rigenerativi nel prêt-à-porter entro il 2035, una riduzione del 30% dell’intensità della pelle entro il 2028 e il 20% del fatturato generato dall’innovazione entro il 2035.

    Yoann Régent, Head of Sustainability

    Bottega Veneta, Certificate of Craft 

    «L’identità di Bottega Veneta si fonda su un concetto fondamentale: valore prima del volume. Ci impegniamo a privilegiare prodotti progettati per durare nel tempo, promuovendo un approccio al consumo più consapevole. Con il Certificate of Craft, l’ambizione era creare un servizio che offrisse ai clienti una garanzia a vita sui principali articoli in pelle Bottega Veneta, affinché possano essere tramandati di generazione in generazione. Ogni creazione è accompagnata da una carta fisica, custodita in una custodia in pelle, che garantisce servizi di manutenzione gratuiti. Le basi erano già solide in termini di qualità del prodotto, savoir-faire, competenze e logistica; il vero lavoro è stato definire il perimetro dei prodotti idonei, strutturare la presentazione del servizio ai clienti e formare i team in boutique. Dal lancio nel 2022, l’iniziativa ha permesso di avviare un dialogo significativo, sia internamente sia all’esterno, su sostenibilità, circolarità e durabilità.»  

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    Nevio Benvenuto, Head of Sustainability & Circularity

    Gucci, The Circular Hub

    «Il Circular Hub formalizza molte attività già in essere in Gucci, rafforzando al tempo stesso capacità e sistemi di supporto. Questo consente di sviluppare un approccio più sistemico: mettere in relazione le diverse iniziative, definire i flussi e allocare le risorse per rendere i processi più efficienti. L’Hub è stato creato per accelerare la trasformazione circolare del nostro modello produttivo, promuovendo un uso più efficiente delle risorse e contribuendo a ridurre rifiuti ed emissioni lungo l’intera catena del valore. Abbiamo, ad esempio, sviluppato un archivio digitale dei materiali disponibili per limitare l’acquisto di nuove materie prime: la borsa Giglio è stata progettata proprio a partire da materiali d’archivio. Abbiamo inoltre definito linee guida per la circolarità e “regole chiave” per incoraggiare i team a sviluppare prodotti più durevoli, responsabili e circolari, affiancate da programmi di formazione dedicati. L’iniziativa ha aperto un nuovo dialogo all’interno di Gucci: collaboriamo con diversi dipartimenti ed esploriamo come utilizzare i materiali presenti nei nostri archivi per progetti speciali, ottimizzando e riutilizzando le risorse.» 

    Annika Mohr Storfält, Global Sustainability Director

    Balenciaga: Store Standards and Operational Practices 

    «Il retail è il luogo in cui i clienti vivono pienamente l’esperienza della Maison, ed è quindi fondamentale che i punti vendita riflettano il nostro approccio alla sostenibilità. Oggi Balenciaga conta 135 punti vendita certificati LEED nel mondo, di cui 26 al livello più alto, Platinum. Questi spazi riducono l’impatto ambientale grazie a una maggiore efficienza energetica, all’utilizzo di materiali preferenziali e a una qualità dell’aria interna ottimizzata. Abbiamo inoltre lavorato sull’integrazione della luce naturale e sul miglioramento dell’acustica, a beneficio del benessere dei team e dei clienti. La sfida principale resta quella delle tempistiche: non è sempre semplice trovare fornitori locali in grado di rispettare i tempi di apertura dei negozi e al contempo soddisfare i nostri requisiti di sostenibilità. Guardando al futuro, l’obiettivo è nominare un Sustainability Ambassador per ogni punto vendita: una figura dedicata alla condivisione delle migliori pratiche, alla raccolta di idee innovative e al rafforzamento della cultura della sostenibilità nei team locali.»  

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    Flore Laurent, Sustainability Director

    Saint Laurent, TextileGenesis 

    «La tracciabilità è uno dei pilastri della nostra strategia di sviluppo sostenibile. Non è possibile affrontare le questioni legate al benessere animale, agli aspetti sociali o ambientali senza identificare ogni attore della filiera e conoscere con precisione l’origine di ciascun materiale. La piattaforma digitale TextileGenesis ci consente di monitorare la catena del valore in tempo reale, fase dopo fase, grazie ai dati forniti direttamente dai nostri fornitori: composizione delle fibre, certificazioni, paesi di origine. Tutta la documentazione è centralizzata e sistematicamente verificata. Abbiamo iniziato concentrandoci sulle fibre tessili, ma la nostra ambizione è trasformare TextileGenesis in una piattaforma integrata a 360°. Questo ci permetterà di supportare la conformità normativa, rafforzare la gestione dei rischi, monitorare gli audit e condividere informazioni rilevanti direttamente con i clienti. Oggi anche altre Maison di Kering la utilizzano e diversi brand del lusso al di fuori del Gruppo stanno mostrando interesse. Siamo molto soddisfatti che l’intero settore stia seguendo questa direzione.»  

    Paolo Remogna, Architecture and Store Experience Director

    Boucheron, No Pack is the New Pack

    «Boucheron è riconosciuta per la sua creatività e innovazione, e il packaging doveva riflettere la modernità dei suoi design così come gli impegni ambientali della Maison. Quando abbiamo avviato il progetto nel 2022, Hélène Poulit-Duquesne ci ha dato carta bianca con un brief semplice: “no pack is the new pack”. Abbiamo sviluppato una gamma di sette cofanetti di diverse dimensioni, pensati per essere riutilizzati o riciclati, riducendo in modo significativo la nostra impronta di carbonio. La fase di prototipazione è stata particolarmente lunga, perché abbiamo spinto i fornitori a innovare. Siamo passati da undici materiali diversi a soli due, alluminio e feltro di lana da fonti sostenibili, eliminando completamente plastica e colle. Il progetto è stato premiato con il Premium & Luxury Innovation Award all’edizione 2026 della Paris Packaging Week. Oggi ogni confezione contiene il 20% di alluminio riciclato e stiamo lavorando per aumentare ulteriormente questa percentuale. Il percorso continua: stiamo esplorando come estendere questo approccio anche al visual merchandising.» 

     

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