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14 ottobre 2026
Dieci designer cinesi emergenti, sette di moda e tre di gioielleria, ciascuno alla guida del proprio brand: sono i protagonisti della prima edizione di Kering CRAFT, la residenza creativa lanciata dal Gruppo a novembre 2025. Un programma immersivo che li porta tra Milano, Parigi e Shanghai e offre loro una rara opportunità di entrare nell’ecosistema del lusso europeo, confrontandosi direttamente con artigiani, designer e manager delle Maison di Kering.
“Craft” è una parola a cui Kering è particolarmente legata e che ora, con questa iniziativa, acquista un significato nuovo. Acronimo di “Creative Residency for Artisanship, Fashion and Technology”, Kering CRAFT è un nuovo progetto di scambio culturale lanciato da Luca de Meo, CEO di Kering, con la convinzione che il lusso debba farsi promotore del dialogo creativo tra le culture.
L’obiettivo è chiaro: fare da ponte tra la scena della moda cinese, oggi in piena fioritura e culla di una nuova generazione di designer di talento, e l’artigianalità, le competenze e le reti globali che possono dare risonanza internazionale alle loro visioni creative. Dialogando con le Maison di Kering e con il loro patrimonio unico, l’iniziativa punta a costruire rapporti duraturi e a contribuire a dare forma al futuro del lusso.
Kering CRAFT è stato presentato ufficialmente a novembre 2025, con la firma di un Memorandum d’intesa tra Luca de Meo e la Shanghai Fashion Week durante l’ottava edizione della China International Import Expo (CIIE). Il tempismo era perfetto: il lancio è coinciso con l’inaugurazione del Padiglione Kering all’Expo, un passaggio importante nel percorso con cui il Gruppo rafforza il proprio impegno verso la moda e le industrie creative cinesi.
Alla base c’è l’attenzione di Kering per una nuova generazione di brand e designer “glocal”: talenti creativi legati alla cultura cinese ma con una prospettiva globale. Con la certezza che saranno tra i protagonisti del lusso di domani, Kering ha concepito CRAFT per individuare, sostenere e valorizzare questi creativi che hanno dato vita a un proprio brand, in un momento cruciale del loro cammino, poco prima che si affaccino sulla scena internazionale.
“La Cina è uno dei più importanti hub di innovazione al mondo e sorprende per creatività e rapidità. Questa energia creativa è in piena sintonia con la visione di Kering. Collaborando con la Shanghai Fashion Week a un progetto così pionieristico, siamo onorati di contribuire attivamente agli scambi internazionali nel mondo dell’impresa, della cultura e dell’innovazione.”
Il primo passo è stato dare vita a un comitato consultivo internazionale, con il compito di aiutare Kering e la Shanghai Fashion Designers Association a individuare i partecipanti al programma. Annunciato a febbraio 2026, riunisce dodici personalità di spicco del lusso, della moda, dei media, della tecnologia, del mondo accademico e della cultura, provenienti da Cina, Francia, Italia e Stati Uniti.
Sei dei dodici membri rappresentano la Cina: Cai Jinqing, presidente di Kering Greater China; Dennis Chan, fondatore e direttore creativo di Qeelin; la designer di moda cinese Guo Pei; Hung Huang, autrice, editrice e influencer culturale; Lv Xiaolei, vicepresidente esecutiva della Shanghai Fashion Designers Association e segretaria generale del comitato organizzatore della Shanghai Fashion Week; e Miranda Qu, fondatrice di Xiaohongshu (RedNote), piattaforma cinese di social media e lifestyle. Per l’Europa ci sono Simone Marchetti, European editorial director di Vanity Fair e direttore di Vanity Fair Italia; Carla Sozzani, fondatrice e presidente della Fondazione Sozzani e della Fondation Azzedine Alaïa; Zang Yingchun, preside ad interim del Tsinghua Arts & Design Institute di Milano; Camille Charrière, influencer di moda e scrittrice; l’artista e regista Susan Cohn Rockefeller; e Demna, direttore artistico di Gucci.
Competenze nel lusso, leadership creativa e digitale, sguardi culturali indipendenti: il comitato mette in comune queste prospettive per orientare la visione del programma, il processo di selezione e il mentoring, nel segno di un approccio rigoroso e inclusivo alla crescita della nuova generazione di talenti.
La prima edizione di Kering CRAFT è la manifestazione più concreta del programma. Le candidature, aperte a dicembre 2025, hanno coinvolto oltre 100 designer da tutta la Cina. I criteri: creatività e originalità, artigianalità ed eccellenza del prodotto, prospettive di crescita e capacità di interpretare le tendenze del lusso futuro. Dopo una valutazione rigorosa, Kering, la Shanghai Fashion Designers Association e il comitato consultivo hanno selezionato dieci talenti.
Insieme, questi dieci designer cinesi rappresentano una nuova generazione creativa. Sette lavorano nella moda e per lo più guidano un proprio brand: CAI Jiaen, che ha fondato J E CAI; HU Nan, che ha lanciato Nan Knits; WANG Fengchen, nota per il suo brand Feng Chen Wang; WEI Donghui, che ha fondato JACQUES WEI; XIA Rong, fashion designer e ideatrice di macro’SENSES; QI Yueqi, fashion designer dell’omonimo brand e ZHONG Zixin. Gli altri tre sono designer di gioielli: LONGHONG Ziwei, che ha dato vita a Soft Mountains; XU Hao, dietro il marchio qiqi; e YU Gengyi, che ha fondato Midnight Opera House.
Li unisce la forza delle singole identità creative. Non è un caso che ciascuno abbia già un proprio marchio o una propria attività: è una scelta voluta, al centro di Kering CRAFT, che sostiene fondatori con una visione creativa già definita ma a stadi diversi del percorso, mentre sviluppano le loro imprese e danno concretezza al potenziale di plasmare il futuro del lusso.
Per aiutarli a spingersi ancora oltre nella loro visione, a maggio 2026 i dieci partecipanti hanno iniziato una residenza intercontinentale con tappe a Milano, Parigi e Shanghai, curata da Kering. Il percorso poggia su quattro pilastri, ovvero artigianalità, design, innovazione e sviluppo del business, ed è un’esperienza immersiva che permette di entrare nell’ecosistema del lusso europeo grazie al confronto diretto con artigiani, designer e manager delle Maison di Kering.
Si parte da Milano. Nella settimana inaugurale i designer hanno dialogato direttamente con leader e professionisti d’eccezione, tra cui Luca de Meo, CEO di Kering, Francesca Bellettini, CEO di Gucci, Sabina Belli, presidente di Kering Italia, e Vincenzo Castaldo, direttore creativo di Pomellato. Hanno incontrato anche alcuni membri del comitato consultivo, molto coinvolti nel progetto: hanno trascorso un’intera giornata alla Fondazione Sozzani con Carla Sozzani, in un confronto approfondito su sviluppo del brand e raffinamento creativo.
Luca de Meo nella sede milanese di Kering con i partecipanti di Craft.
Hanno avuto il privilegio di visitare gli atelier di Bottega Veneta e Saint Laurent, per entrare nella cultura dei due marchi e vedere all’opera gli artigiani locali. Da Bottega Veneta hanno cominciato con un approfondimento sulla filosofia della Maison e hanno concluso con due giornate intere di lavoro manuale al fianco dei maestri artigiani del brand, presso la Bottega Veneta Accademia Labor et Ingenium. “Ho trovato particolarmente ispirante osservare come le tecniche tradizionali vengano preservate lasciando comunque spazio all’innovazione e a un’estetica moderna”, ha dichiarato LONGHONG Ziwei, designer di gioielli. “L’artigianalità non è solo tecnica: è racconto, emozione e identità.”
La sostenibilità è stata un altro tema centrale. Nelle prime due settimane i designer hanno accumulato più di 15 ore di formazione su sostenibilità e innovazione, con sessioni dedicate tenute da Marie-Claire Daveu, Direttrice dello sviluppo sostenibile e delle relazioni istituzionali internazionali di Kering, sulla roadmap di sostenibilità del Gruppo al 2030 ma anche, per esempio, sull’innovazione dei materiali.
Le ultime due settimane in Italia si sono svolte tra Penne, dove i designer hanno scoperto l’atelier sartoriale di Brioni, e Firenze e dintorni, dove hanno visitato Balenciaga, Gucci e Ginori 1735.
I dieci designer sono entrati nel vivo del savoir-faire di Brioni, sia nella sua dimensione strategica sia in quella tecnica, nel punto d’incontro tra tradizione e lusso moderno. Presso la Brioni Scuola di Alta Sartoria hanno inoltre seguito sessioni pratiche dedicate all’arte sartoriale, imparando a costruire una giacca, a eseguire la doppia cucitura e a realizzare maniche e colletti.
Da Balenciaga hanno visitato lo stabilimento, scoprendo l’intero processo produttivo, e hanno poi partecipato a un workshop pratico.
I partecipanti hanno quindi approfondito la visione creativa, il business e il modo di lavorare di Gucci con una serie di visite e incontri. Presso Palazzo Gucci hanno scoperto come la Maison si sia estesa al mondo lifestyle, per poi conoscere il Gucci Circular Hub, dove vengono sviluppati materiali innovativi e rigenerativi, poi portati su scala produttiva per le collezioni Gucci.
Infine, alla Manifattura Ginori, dopo un incontro con Mehdi Benabadji, CEO del brand, hanno visitato gli atelier e scoperto il processo creativo con cui nasce la porcellana, insieme alla filosofia delle collezioni. “Sono arrivato a Kering CRAFT con l’obiettivo di fare tesoro di ciò che imparo dai brand di Kering per portare la mia attività a un livello superiore, e ho acquisito moltissime conoscenze e ispirazione”, ha dichiarato il designer WEI Donghui.
HU Nan e YU Gengyi alla Manifattura Ginori.
Tra atelier e masterclass, in quelle settimane in Italia è successo anche qualcos’altro: è nato un vero senso di appartenenza a una classe. Arrivati da città, discipline e stadi di sviluppo diversi, i dieci partecipanti hanno stretto in poco tempo legami che vanno ben oltre il programma. Si seguono a vicenda nel lavoro e nelle collezioni, si scambiano consigli sulle sfide di un brand in crescita e, tornati in Cina dopo la residenza milanese, hanno deciso di rivedersi di propria iniziativa. Ritrovarsi a Parigi a settembre non è stato soltanto passare alla tappa successiva di un programma: è stato come per un gruppo di designer riprendere un discorso mai davvero interrotto.
Dopo l’Italia, i dieci partecipanti hanno infatti raggiunto Parigi per la seconda parte della residenza. La tappa francese, dal 21 settembre al 4 ottobre, ha dato ai designer cinesi la possibilità di trascorrere del tempo nella sede di Kering, incontrando i dirigenti e proseguendo il confronto su business, lusso e creatività nel contesto del mercato francese.
Si è partiti dal 40 di rue de Sèvres con Laurent Claquin, che ha tenuto una masterclass sul suo ruolo di Chief Brand Officer. Il confronto sulla strategia è poi proseguito all’Institut Français de la Mode (IFM), dove i designer hanno trascorso mezza giornata seguendo la masterclass di Xavier Romatet, preside della scuola di moda, e di Leyla Neri, responsabile dei Master in Fashion Design.
Poi è arrivato il momento di entrare in alcune tra le Maison francesi più prestigiose del Gruppo: da Boucheron, in place Vendôme, per un incontro con Hélène Poulit-Duquesne, CEO della maison di gioielleria; da Saint Laurent, in rue de Bellechasse, per una giornata con il CEO Cédric Charbit; e nel mondo di Balenciaga insieme al CEO Gianfranco Gianangeli.
La residenza si è chiusa con un’occasione unica, offerta dal calendario della visita: i designer hanno potuto assistere alle sfilate di Saint Laurent e Balenciaga, andate in scena il 29 settembre e il 1° ottobre. Hanno così visto di persona come la visione creativa dei brand prenda vita in passerella, e come si ricompongano le diverse tappe del percorso creativo esplorate durante la residenza.
Jinqing Cai, Presidente di Kering Greater China, e Gianfranco Gianangeli, CEO di Balenciaga, insieme alla Kering Craft Cohort.
E ora? Kering CRAFT proseguirà in Cina, ultima tappa del percorso, ampliando il dialogo tra luoghi, competenze e tradizioni, e si concluderà alla Shanghai Fashion Week del 2027, dove ogni designer presenterà un progetto creativo finale.
Più che un incubatore di talenti, Kering CRAFT riflette una visione più ampia del ruolo che la Cina sta assumendo nel lusso: non solo un mercato a cui rivolgersi, ma un ecosistema creativo dinamico con cui confrontarsi. Lo riassume alla perfezione Ji Shengjun, direttore del comitato organizzatore della Shanghai Fashion Week: “Vogliamo costruire insieme una piattaforma che dia ai designer locali gli strumenti per confrontarsi sulla scena globale, stimoli la creatività e rafforzi la capacità di costruire brand, ampliando l’ecosistema della moda.”